Abbiamo la fortuna di partire molto in alto, piĚ in alto di tutti, per costruire la nostra esistenza e il futuro della nostra societą, ma questo sembra che pochi lo comprendano. Per estendere queste possibilitą a tutti e tradurle in capacitą, dobbiamo far sď che una societą acquisisca le conoscenze precedenti e le faccia proprie attraverso lo studio e la comunicazione, ma anche attraverso l'etica e la creativitą. La politica (vedi Michael J. Smith) dovrebbe occuparsi di questo invece che essere ottusa e corruttibile, sempre e comunque al servizio dei potenti, attorcigliata nella sua bramosia di potere che la rende una zavorra e spesso qualcosa di infausto per la societą, anziché colei che dovrebbe alimentare il progresso delle genti.

- Sali sulle spalle dei giganti (in inglese: stand on the shoulders of giants) Ź un'espressione ricavata dalla famosa frase di Isaac Newton "Se ho visto piĚ lontano Ź perché sono salito sulle spalle dei giganti che mi hanno preceduto", ma risalente nella sua prima formulazione a Giovanni di Salisbury (XII secolo): "Bernardo di Chartres diceva che noi siamo come nani che siedono sulle spalle di giganti, di modo che possiamo vedere piĚ cose e piĚ lontano di loro, non con l'acutezza del nostro sguardo o con l'altezza del corpo, ma perché siamo portati piĚ in alto e siamo sollevati ad altezza gigantesca". - Le spalle dei giganti sono quegli eventi culturali, scaturiti dalle menti di persone illuminate, che rappresentano le basi sulle quali costruire il progresso in senso ampio. Quando un evento culturale si fissa e diventa acquisito da una societą determina un “ratchet effect” (effetto dente d’arresto, vedi Tomasello) dal quale ripartire per un successivo progresso della societą, ovvero veniamo issati sulle spalle di un gigante e cosď via, da un “effetto dente d’arresto” all’altro. Negli ultimi 30.000 anni (vedi Biondi) non c'Ź stata alcuna evoluzione genetica della specie umana, ma solo evoluzioni culturali scaturite da “ratchet effects”. Le caratteristiche delle persone, all'interno di una comunitą, che agli occhi di molti sembrano differenze ontogenetiche se non addirittura filogenetiche (vedi Ontogenesi e filogenesi), sono solo differenze non dovute ai cromosomi, ma allo sviluppo affettivo di ciascun individuo (vedi Miller). Qualcuno, molti, continua a non comprendere che la nostra razza Ź unica e che veniamo concepiti tutti praticamente uguali, ma a chi possiede privilegi questo non suona molto bene.

Le nostre interpretazioni di tutto questo dovrebbero partire dalla visione della realtą di Heisenberg, piuttosto che da Cartesio (vedi Fritjof). Comprendendo il mondo come energia e gli eventi come risultati di probabilitą, possiamo aver meno difficoltą a leggere la vita come un sistema autopoietico (vedi Maturana e Varela). La comprensione dell’anti-telefinalismo e l’anti-epigenismo possono consentire di destrutturarci da tutto quello che troni, scranni, religioni, politici, banche e multinazionali, ovvero il potere costituito,  ci han inculcato e continuano ad imporci per mantenere i loro privilegi. Cosď da poter iniziare ad interpretare, partendo dalle conoscenze contemporanee in una visione obiettiva ed olistica, i comportamenti emergenti dell’ambiente che ci circonda fino al nostro intimo, alla nostra affettivitą.

 

Qui di lato propongo autori che sicuramente sono saliti sulle spalle dei giganti e che a loro volta sono diventati dei giganti.